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Inviato da : Alessandro.Fioretti ::: Martedì, 31 Gennaio 2012 - 11:52 ::: 30 Letture
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27 gennaio 2012. La Cina resterà il motore della crescita globale. L'economia cinese, diventata ormai la seconda del mondo, continua a marciare a pieno regime. Il gigante asiatico dovrà però affrontare grandi sfide nei prossimi anni, tra cui la necessità di rafforzare i consumi interni, osservano alcuni esperti al Forum economico mondiale di Davos. I pronostici favorevoli per il gigante asiatico faranno di certo piacere agli esportatori svizzeri, che stanno sempre più spostando il loro sguardo dall'Europa verso le più dinamiche economie emergenti. Attualmente, circa 300 aziende svizzere sono fisicamente presenti in Cina e molte altre sono riuscite a mettere piede con i loro prodotti in questo mercato in rapida espansione. I timori di un surriscaldamento dell'economia cinese, il cui Prodotto interno lordo ha registrato una nuova impennata dell'8,9% l'anno scorso, sono stati fugati dagli esperti in occasione del Forum economico mondiale (WEF), in corso a Davos. A detta dei partecipanti, non vi è da temere neppure il rischio di un tentativo della Cina di dominare l'economia mondiale. "Gli uomini d'affari cinesi sprizzano energia ed ottimismo per quanto riguarda le prospettive economiche del loro paese", osserva John Quelch, decano della China Europe Business School di Shanghai. "Vedono la situazione attuale come una opportunità unica nella loro vita per se stessi, le loro famiglie e il loro paese". "Questo stato d'animo si è ulteriormente rafforzato in seguito alla flessione dell'economia occidentale", aggiunge John Quelch. "Molti cinesi vi intravedono un'opportunità per colmare il divario economico con l'Occidente". Concorrenza localeL'economia cinese si è trasformata in questi ultimi da una base di produzione per i beni di consumo a buon mercato in una piattaforma di innovazione tecnologica. Secondo un sondaggio realizzato dalla società di consulenza aziendale svizzera CH-ina, le imprese straniere in Cina si vedono sempre più confrontate ad una forte concorrenza locale. "Se guardiamo, ad esempio, lo spazio internet, possiamo notare che, fino a pochi anni fa, le aziende cinesi si limitavano più che altro a prendere in prestito dei modelli occidentali, come Twitter e Facebook, e a replicarli per il mercato cinese", osserva Olivier Schwab, direttore esecutivo del WEF. "Oggi, un gran numero di funzioni e servizi vengono invece sviluppati direttamente per soddisfare le esigenze del mercato locale. Ad esempio, i 'Weibo' (siti di microbloging) non assomigliano più molto ai siti originali, dai quali sono stati ispirati, e sono a volte perfino più sofisticati". Nonostante questi sviluppi, l'85% delle imprese svizzere in Cina dichiarano nel sondaggio di aver potuto aumentare il fatturato nel 2011, rispetto all'anno precedente. Una quota analoga intende aumentare i propri investimenti in Cina. Anche le esportazioni svizzere verso la Cina sono in una fase di forte espansione, con una crescita del 18% nei primi nove mesi del 2011, pari ad un totale di 6 miliardi di franchi. La Cina è ormai da alcuni anni il terzo mercato più importante per le esportazioni svizzere, dopo l'Unione europea e gli Stati Uniti. Investimenti vincolatiLa Cina si è dimostrata inoltre molto proattiva nel cercare di acquisire le conoscenze economiche dell'Occidente. In fase di negoziato, i cinesi hanno quasi sempre accettato di aprire il loro mercato ai prodotti stranieri, solo a condizione che le aziende degli altri paesi siano anche disposte ad investire nella ricerca di base e in siti di sviluppo in Cina, rileva John Quelch. Poche settimane dopo aver ricevuto l'autorizzazione per riprendere l'azienda dolciaria cinese Hsu Fu Chi, il gigante svizzero dell'alimentazione Nestlé si è impegnato all'inizio di questo mese ad investire 376 milioni di franchi nella provincia di Heilongjiang. Ma anche la Cina deve affrontare sfide importanti, tra cui la transizione tra un'economia fondata soprattutto sulle esportazioni ad un'economia sorretta anche dai consumi interni. Il problema maggiore è convincere i consumatori cinesi a spendere di più, afferma John Quelch. "La questione è di sapere come la Cina riuscirà a compiere questo passo: non sarà facile, ad esempio, incoraggiare la gente a spendere di più e a risparmiare meno per la loro vecchiaia, quando non c'è una rete di sicurezza sociale o un sistema statale di pensioni", sottolinea l'esperto. L'economia con la più grande espansione a livello mondiale sarà inoltre chiamata a migliorare l'efficienza delle sue enormi imprese statali, in particolare nei settori dell'energia e dei trasporti. "Il governo cinese è abbastanza astuto per rendersi conto che il successo dell'economia dipende anche dall'efficienza delle proprie aziende statali. Abbiamo notato che vi è un forte interesse nei confronti dei nostri migliori studenti da parte delle aziende statali cinesi, che cercano di migliorare il livello del loro management", prosegue il decano della China Europe Business School di Shanghai. "Non vi è motivo di credere che le cattive pratiche delle imprese statali in Occidente vengano riprese anche dalla Cina", prevede John Quelch. Cattiva immagineL'inarrestabile crescita dell'economia cinese sta inquietando alcuni osservatori in Occidente. L'anno scorso la Cina è diventata la seconda economia mondiale, declassando il Giappone. Una parte del successo della Cina è legato al suo regime autoritario, in grado di prendere decisioni rapide che riguardano ingenti risorse, senza nessun obbligo di dibatterne. Il successo di questo modello di capitalismo di Stato non è sfuggito all'attenzione di David Rubenstein, capo del gruppo finanziario statunitense Carlyle: "I cinesi hanno attualmente un modello economico molto più efficiente del nostro". "In Occidente disponiamo di tre o quattro anni di tempo per migliorare il nostro modello economico. Se non lo facciamo presto, credo che perderemo il confronto nella competizione con il capitalismo dei mercati emergenti o il capitalismo di Stato, come quello cinese", ha dichiarato David Rubinstein, durante un dibattito al tenuto al WEF. Da parte sua, Pascal Lamy, presidente dell'Organizzazione mondiale del commercio (OMC) prevede che l'espansione del potere economico della Cina al di fuori dei suoi confini creerà "turbolenze politiche". Lamy ha però tenuto a precisare a partecipati al WEF che molti stereotipi veicolati sulla Cina in Occidente sono illusori e scaturiscono da "un'errata percezione pubblica". Matt Allen, Davos, swissinfo.ch Traduzione di Armando Mombelli |
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Inviato da : Alessandro.Fioretti ::: Martedì, 31 Gennaio 2012 - 11:50 ::: 19 Letture
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Falsificare le etichette dei grandi vini francesi, come quelle dei Chateau Lafitte, Latour e Petrus (costano migliaia di euro a bottiglia), può costare l'ergastolo in Cina. E la condanna in primo grado è subito esecutiva, si va dritti in galera. Per un miliardario cinese che gira in Ferrari ed è abituato ad ogni genere di lusso, sia quando è in viaggio d'affari in Europa o dimora nelle sue lussuose abitazioni di Hong Kong e Pechino, finire il resto dei propri giorni nelle carcere della repubblica popolare è una punizione dantesca. Un contrappasso crudele, ma meritato come hanno scritto importanti quotidiani e magazine cinesi, che hanno dedicato ampio spazio a questa condanna esemplare perché la dice lunga sulla voglia - di alcuni uomini d'affari cinesi - di diventare subito dei miliardari. E di arricchirsi alle spalle della comunità. E' quanto accaduto giorni fa a uno dei più famosi importatori cinesi di vino, Sun Xitai di 62 anni, condannato al carcere a vita, il quale per eludere i dazi cinesi d'importazione che hanno un'aliquota del 50% sui generi di gran lusso, per anni ha contraffatto le etichette di oltre 70 mila bottiglie di famosi e costosissimi Bordeaux acquistati in Francia, Inghilterra e Hong Kong. La truffa e' stata architettata dal miliardario Xitai dal 2004 al 2009 e si aggira sui 7 milioni di dollari. Condannata a 5 anni di carcere e a una multa di 3 milioni di dollari anche la sua fedele segretaria, Li Meng, che preparava ad arte le fatture da esibire alle autorità doganali cinesi. Il trucco e' molto semplice e viene praticato da anni da diversi importatori cinesi di prodotti di gran lusso per aggirare la tassa di importazione del 50%. E la condanna all'ergastolo di Xitai vuole essere un mesaggio chiaro e minaccioso delle autorità cinesi ai tanti importatori cinesi che sono diventati miliardari in pochi anni, aggirando e prendendosi gioco delle severe norme doganali. Il meccanismo ideato dal Xitai era piuttosto semplice: modificava il nome dei vini importati, spacciandoli per delle bottiglie di vino francesi low cost, di fascia medio-bassa. Sulle fatture scriveva che le bottiglie avevano un costo dai 20 euro in giù. Invece i Petrus e gli Chatau importati possono arrivare anche a costare dai 5 mila ai 10 mila euro a bottiglie. L'uomo d'affari Xitai non ha in pratica inventato nulla, è stato soltanto sfortunato ad essere stato beccato dalle autorità cinesi e il giudice del tribunale di Pechino non ha avuto nessuna pietà: ergastolo con la pena detentiva subito esecutiva. Xitai spera ora in appello di aver una condanna meno severa (forse 10-20 anni di carcere), ha gia' restituito i 7 milioni di dollari evasi, ma rischia di finire ugualmente i suoi anni dietro le sbarre. Difatti l'importatore è recidivo, anni fa se l'era cavata con una multa di 700 mila dollari perché aveva importato in Cina altri oggetti di grand lusso, come occhiali da sole Oakley e scarpe numerate e dalla produzione limitata della Nike e della Adidas, spacciandoli per merce dozzinale. Tutto il mondo è Paese, dice il vecchio detto. Lo stesso meccanismo di contraffare le etichette con vini poco costosi è stato contestato lo scorso anno dalla Dogana russa ad alcuni importatori italiani di vino, i quali per evitare il 30% dei dazi della Repubblica russa spacciavano le nostre migliori bottiglie per vini di bassa qualità dal costo di pochi euro. Per loro fortuna se la sono cavata con delle pesanti multe, niente ergastolo come e' toccato al collega cinese Xitai. Comunque, con i cinesi tra i più attivi nel mondo a produrre e importare merce contraffatta, se venisse applicata la stessa sentenza del giudice di Pechino, avremmo le carceri piene in Europa e nel Nord America. Fonte: Giorgio C. Morelli - Il Giornale |
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Inviato da : Alessandro.Fioretti ::: Martedì, 31 Gennaio 2012 - 11:48 ::: 18 Letture
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 L'arte guarda a Oriente. I grandi affari non si realizzeranno più nelle storiche piazze di New York e Londra, bensì a Pechino e Hong Kong. Nel complesso è stato un 2011 caravaggesco per il mercato dell'arte, dove la crisi ha colpito gli Stati Uniti e il Regno Uniti con una notevole diminuzione della liquidità. Sono i risultati dell'undicesimo Art Market Report, elaborato dall'area Research di Banca Monte dei Paschi di Siena, che analizza le performance delle maggiori aste degli ultimi sei anni. Secondo Mps, sono tre le determinanti fondamentali dell'exploit asiatico: la forte domanda di collezionisti cinesi che sostengono il mercato locale; quattro artisti cinesi compresi nei primi dieci top lot del 2011 per il segmento contemporaneo; infine l'incremento della quota di fatturato battuto in Oriente, cresciuto dal 2,6% del 2006 all'11,8% del 2011. E' dell'artista Qi Baishi il dipinto più caro venduto lo scorso anno, "Eagle standing on the pine tree", aggiudicato da China Guardian Auctions Co. per 65,532 miliardi di dollari. La crescita del mercato dell'arte asiatico è stata anche favorita dalle condizioni di esenzione fiscale sull'import e sull'export delle opere, dallo stato di porto franco e da un maggior livello di liberalizzazione presente in molte delle maggiori piazze commerciali dell'Oriente. Lo sanno bene gli Stati Uniti che hanno visto ridurre la loro percentuale sul fatturato totale nel settore della pittura: 45,1% nel 2011 contro il 55,2% dell'anno precedente. Al secondo posto si piazza ilRegno Unito, che rappresenta il 34,4% del totale. Mentre la piazza di Hong kong ha più che raddoppiato il suo peso sul fatturato mondiale nel 2011, superando il 15% del totale. L'Mps Global Painting Art Index, che misura l'andamento complessivo delle opere di pittura, ha registrato nel 2011 una flessione complessiva del -28,5% sull'anno precedente. L'Mps Art Post War Index, che rappresenta le opere d'arte post-moderne e contemporanee, è il comparto maggiormente colpito negli ultimi 6 anni: nel primo semestre 2009 l'indice era già sceso sotto i livelli del 2006 e nel 2011 ha registrato una contrazione del 35,5% sull'anno precedente. Costante invece la crescita della Cina. In Oriente la quota del fatturato battuto sul segmento del contemporaneo è aumentata dal 2,6% del 2006 all'11,8% del 2011. Tra le arti minori, la migliore performance è da attribuire ai vini pregiati, l'Indice Mps Wine ha registrato un aumento del 180,6% tra il 2006 e il 2011. Il segmento più importante rimane però quello rappresentato da gioielli e orologi, le cui aste spiccano per gli elevati fatturati medi e che complessivamente pesa per il 15,9% sul fatturato totale. L'Mps Jewels Index supera per la prima volta il picco pre-crisi del 2007 con un +31,4% rispetto al 2010 attestandosi ai livelli più alti di sempre. Fonte:Camilla Carabini Firstonline |
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Inviato da : Alessandro.Fioretti ::: Mercoledì, 14 Dicembre 2011 - 15:50 ::: 152 Letture
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 Agenzia per la Cina ha invitato a Milano la Federazione Industriale e Commerciale di Shanghai nell'ambito delle attività di scambi economici ed industriali istituiti con l'accordo sottoscritto in data 3 giugno 2008. La delegazione cinese in visita in Italia era composta da: 1. Mr. Liang Vice Chairman Shanghai Federation of Industry and Commerce 2. Mr. Sang Qi Deputy Secretary General & Director of Foreign Economic Cooperation Division Shanghai Municipal Commission of Commerce 3. Mr. Ji Defa Board Chairman Shanghai STEP Electric Corporation 4. Mr. Tao Liqiang Chairman Shanghai Jinshan Federation of Industry and Commerce 5. Ms. Su Xieyu Vice Chairman Shanghai Luwan District Federation of Industry and Commerce 6. Mr. Jin Fuyin Board Chairman Shanghai People Enterprise Group 7. Mr. WangXiaopeng Board Chairman WanLong International Consulting Group Co.,Ltd 8. Mr. Shen Wenda Board Chairman Shanghai TengDa Enterprise Development Co., Ltd 9. Ms. Yang Rongyong General Manager Shanghai High Victory Fine Chemical Co., Ltd 10. Mr. Huang Chen General Manager Shanghai Jichen Sanitary Service & Management Co., Ltd 11. Mr. Lu Weimin Board Chairman Shanghai South Investment Development Co., Ltd 12. Mr. Li Zhongming General Manager Shanghai Image Clothing Co., Ltd 13. Mr. Xu Xiaodong General Manager Shanghai Infinite-Era Telecommunication Co., Ltd 14. Mr. Liu Yong Sourcing Manager Shanghai Chaobo Industry Co., Ltd 15. Ms. Wang Qian Section chief Shanghai Federation of Industry and Commerce Dopo la presentazione delle attività dell'Agenzia, che dal 1984 è un supporto permanente alle piccole e medie imprese italiane che desiderano operare nella Repubblica Popolare Cinese, il dott. Gianni Semprini, responsabile dell'antenna di Agenzia per la Cina in Emilia Romagna, ha presentato le potenzialità di collaborazione tra le aziende italiane affiliate ad Agenzia e quelle cinesi affiliate alla Confindustria di Shanghai. Dopo gli interventi dei rappresentanti italiani e cinesi, si è ulteriormente rafforzata la volontà di cooperare e di promuovere al meglio le aziende italiane e cinesi nelle prossime missioni dell'Agenzia per la Cina previste il prossimo anno a Shanghai. Successivamente, Agenzia per la Cina ha presentato il nuovo socio KPMG agli ospiti cinesi, il quale ha illustrato le attività, le iniziative, i progetti sui temi industriali italiani e alcuni dati macro-economici italiani destando grande interesse tra gli interlocutori cinesi. L'incontro si è svolto come previsto dagli accordi sottoscritti a Shanghai nel giugno del 2008 e prevede di contribuire ad intensificare la cooperazione tra i due paesi nei settori strategici ed innovativi, quali quelli dell'alta tecnologia e dell'agricoltura moderna, affiancando così i settori tradizionali quali ad esempio produzione, servizi, organizzazione di manifestazioni fieristiche, logistica, cantieristica navale,industria tessile e progetti d'investimento in Italia. |
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Inviato da : Alessandro.Fioretti ::: Martedì, 20 Settembre 2011 - 14:04 ::: 317 Letture
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Il Salone internazionale del Camper di Parma, uno degli appuntamenti più importante del settore a livello europeo, apre al mercato asiatico. In occasione della manifestazione, in programma dal 10 al 18 settembre alla Fiera di Parma, la manifestazione, per la prima volta, è stata visitata da una delegazione di operatori cinesi accompagnati dal presidente dell'Agenzia per le Relazioni Economiche Industriali e Commerciali con la Cina, Armando Tschang.
La Cina guarda infatti con particolare interesse al mondo del caravanning quale settore ideale per uno sviluppo armonico nel proprio territorio del turismo, sia locale sia internazionale. Per questo la delegazione cinese a Parma era composta anche da dealer fortemente interessati all'acquisto di veicoli ricreazionali per favorire il turismo "en plein air" in Cina. La Cina, con la partecipazione al Salone del Camper, conferma il crescente interesse verso l'Occidente - in particolare all'Italia -considerata uno dei partner privilegiati date le competenze di cui dispone nei campi chiave per il futuro cinese, dal turismo itinerante alla qualità della vita, dal design alle tecnologie industriali ed ambientali. |
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Inviato da : Alessandro.Fioretti ::: Giovedì, 30 Giugno 2011 - 09:08 ::: 583 Letture
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Milano 20 giugno 2011
L'Agenzia per la Cina ha accolto una delegazione della Municipalità di Shenzhen guidata da Mr. Zhu, Direttore Generale del dipartimento della Scienza,Tecnologia, Industria e Commercio, Mr. Chi, Direttore della Commissione sugli investimenti, Ms. Yang Vice Direttore del dipartimento oltre a Ms.Tang, Direttore del Futian Economic Bureau , per una serie di incontri dedicati agli investimenti Sino-Italiani. A questo proposito è stata dedicata la visita alla sede della KPMG di Milano, dove la delegazione cinese ha incontrato i responsabili della Global China Practice, il dott. Wah Meng Gan e il dottor Maurizio Castello , i quali hanno presentato alcuni dati macro-economici del mercato italiano ed una panoramica sugli scambi commerciali tra i due paesi. Nel corso della visita, Mr. Zhu, ha illustrato l'enorme potenziale e le notevoli opportunità riservate agli investitori Italiani nella regione del Guang Dong ed in particolar modo nella città di Shenzhen che dispone di soluzioni infrastrutturali ed innovazioni tecnologiche tra le più avanzate al mondo. La visita della delegazione si è conclusa con lo scambio di interessi reciproci ad avviare una collaborazione tra le parti per lo sviluppo di un progetto condiviso, basato sulle tecnologie e la sostenibilità ambientale, che sarà discusso in una prossima missione a Shenzhen dalla KPMG, in collaborazione con Agenzia per la Cina, che hanno accettato l'invito della Municipalità a visitare la città e il parco tecnologico di Shenzhen.
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Inviato da : Alessandro.Fioretti ::: Lunedì, 20 Giugno 2011 - 10:30 ::: 577 Letture
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 Nell'ambito degli accordi che Agenzia per la Cina ha sottoscritto con la China Tourism & Sport Association di Beijing, si è recentemente svolta in Italia, su invito di Agenzia, una missione cinese sul tema: "Il Camper come motore di sviluppo del turismo cinese itinerante". La delegazione cinese era formata dai responsabili CTSA: la vice-presidente e segretario generale M.me Hu, il direttore della Hainan Expo Mr. Chen oltre che da Mr. Liao e Ms. Ding responsabili acquisti dell'associazione. Il primo giorno la delegazione è stata ricevuta nella sala consiliare del Municipio dal Sindaco di Trivolzio Paolo Bremi che, dopo il saluto di benvenuto, ha voluto ringraziare la delegazione cinese per la visita nel territorio, auspicando che questo primo incontro possa essere l'inizio di una proficua collaborazione. La delegazione, formata da 6 persone, ha poi fatto visita alla SEA S.p.A. incontrando il management italiano per un approfondimento tecnico sulle caratteristiche dei veicoli prodotti. Il giorno seguente la delegazione ha fatto tappa alla Fiera di Parma, dove ha visitato una delle più importanti ed organizzate realtà fieristiche italiane, incontrando l'Amministratore Delegato di Fiere di Parma S.p.A, dottor Cellie. L'incontro è stato molto cordiale e proficuo. A seguire la delegazione ha visitato la Giotti Line S.p.A. accompagnata dall'Amministratore Delegato Dott. Giotti e dopo una conferenza tenutasi a Firenze, la rappresentativa cinese è ripartita alla volta della Germania. La visita della delegazione dello Sport & Turismo di Beijing, oltre a rappresentare un consolidamento dei rapporti con il Ministero dello Sport & Turismo cinese, vuole concretamente testimoniare l'importanza e l'interesse per i prodotti "Made in Italy" in un settore, come quello del turismo itinerante, che rappresenta una novità assoluta per il mercato cinese. Milano 15/06/2011 |
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Inviato da : Alessandro.Fioretti ::: Lunedì, 06 Giugno 2011 - 11:32 ::: 586 Letture
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Nella cornice di Villa Pamphili a Roma il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ha incontrato il vice Presidente della Repubblica cinese, Xi Jinping. In occasione dell'incontro bilaterale i due leader hanno parlato delle relazioni economiche e commerciali, le principali questioni internazionali, le relazioni Europa-Cina ed anche la riforma del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite. L'On.Berlusconi e il Vice Presidente Xi, scrive una nota della Presidenza del Consiglio, «hanno verificato identità di vedute sui principali temi globali, in particolare in materia di riforma del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite». SEDICI ACCORDI: Sono stati firmati 16 accordi, due istituzionali e quattordici commerciali, per il valore di oltre tre miliardi di euro. Si tratta d'intese che vanno nella direzione indicata dal Piano d'Azione quinquennale, approvato nell'ottobre scorso. Il Piano pone, fra i suoi obiettivi, tra l'altro, anche il raddoppio dell'interscambio bilaterale entro il 2015. Non è un caso, quindi, se il Vice Presidente cinese Xi Jinping abbia scelto il nostro paese come unica tappa europea del suo viaggio. Nel primo quadrimestre dell'anno le nostre esportazioni sono cresciute di oltre il 13% e oggi l'Italia è il quarto partner europeo della Cina. IL SETTORE COMMERCIALE: In ambito commerciale, invece, le intese riguardano diversi settori strategici. Nel settore delle telecomunicazioni Telecom e Huawei Technologies hanno firmato un memorandum per una cooperazione strategica, mentre la China Development Bank Corporation e Wind hanno sottoscritto una lettera di impegno per un progetto di finanziamento di un network di telecomunicazioni. Altri settori interessati, la cantieristica (gruppo Rizzo Bottiglieri De Carlini Armatori Spa) ma anche nel settore dei dispositivi medici e del tessile-moda nonchè in quello dell'energia. Per quanto riguarda il trasporto pesante, inoltre, è stato siglato un accordo tra la società cinese Guangzhou Automobile Group e la Fiat Powertrain Technologies Spa. La presenza in Italia del Vice Presidente Xi Jinping per le celebrazioni della Festa della Repubblica e per la ricorrenza del 150° anniversario dell'Unità d'Italia, «rappresenta la conferma dell'intensità del rapporto politico ed economico tra l'Italia e la Cina» si legge ancora nella nota di Palazzo Chigi. LA SERATA A MILANO: Il Vice Presidente della Repubblica Popolare Cinese Xi Jinping è arrivato nel pomeriggio all'hotel Principe di Savoia a Milano ed ha partecipato ad una cena con 300 invitati sia italiani che cinesi, tra cui Armando Tschang, Presidente di Agenzia per la Cina. Presenti il ministro dell'Economia On. Giulio Tremonti e il collega allo Sviluppo economico On.Paolo Romani, il quale ha annunciato una visita ufficiale in Cina il prossimo settembre. La cena è stata preceduta da un incontro tra il Vice Presidente Xi Jinping, i Ministri e la Presidente di Confindustria Emma Marcegaglia. Milano 3 giugno 2011 |
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Inviato da : Alessandro.Fioretti ::: Giovedì, 26 Maggio 2011 - 12:14 ::: 583 Letture
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 Milano , 25 maggio 2011
Grande successo ha ottenuto la missione "Chinese Forum for Italian wine", l'iniziativa giunge dopo il successo riscosso dal 1° Forum Italiano del Cashmere a Milano dello scorso ottobre, sempre in collaborazione con la Camera di Commercio di Pechino. La delegazione composta da rappresentanti del governo, da importatori e distributori provenienti dalle più importanti regioni della Repubblica Popolare Cinese hanno visitato le migliori cantine ed il sistema produttivo vitivinicolo in Toscana, Umbria, Piemonte e Veneto. Inoltre i delegati sono stati ricevuti dal Governatore del Veneto Luca Zaia, dal Sindaco di Valdobbiadene Bernardino Zambon, dal Presidente della Provincia di Grosseto Leonardo Marras e da altri esponenti istituzionali. L'azione è propedeutica ad un ampio progetto di internazionalizzazione che Agenzia per la Cina, insieme a partner qualificati, intende sviluppare nel settore agroalimentare italiano. La missione è stata possibile grazie alla sponsorizzazione di UNICREDIT ed alla fattiva collaborazione del più famoso enologo italiano: Franco Bernabei ;oltre al supporto logistico delle società Castello delle Regine, Lionello Marchesi, Felsina, Ampeleia, Astoria, Togni , Empson, Tramite, Fontanafredda e Poderi Luigi Einaudi ed ha avuto una durata di cinque giorni, dove per la prima volta in Italia, operatori professionali cinesi hanno potuto trovarsi a diretto contatto con la realtà vitivinicola italiana.Il progetto è quello di poter creare un "vero" interesse, in un mercato come quello cinese , che è particolarmente stimolante ma che negli ultimi anni ha visto un predominio della Francia , Australia e Cile. I buyer cinesi hanno espresso un grande apprezzamento verso i vini italiani, ma è importante mantenere vivo il rapporto con i potenziali compratori, creando sempre maggiori occasioni di conoscenza dei nostri prodotti, dei processi qualitativi di produzione e di lavorazione ed enfatizzare il legame con il territorio che è sinonimo di qualità "Made in Italy".Il prossimo appuntamento è fissato in autunno , quando una nuova delegazione di operatori qualificati visiterà nuovamente il nostro paese per firmare accordi di collaborazione. |
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Inviato da : Alessandro.Fioretti ::: Giovedì, 24 Marzo 2011 - 15:52 ::: 639 Letture
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 Il premier cinese Wen Jiabao ha detto che il dodicesimo piano quinquennale cinese ha portato la speranza e la fiducia non solo in Cina, ma anche per il mondo intero. "La politica di apertura della Cina rimarrà invariata, e ci rafforzerà ulteriormente, invece che indebolire la nostra politica per l'attrazione degli investimenti esteri, su tecnologie avanzate e formazione del management", Wen ha parlato di 70 delegati esteri presenti al China Development Forum 2011 nella Great Hall del Popolo a Pechino. Il dodicesimo piano quinquennale cinese è stato presentato all'inizio di questo mese durante la sessione annuale del Congresso Nazionale del Popolo, massimo organo legislativo del paese. L'obiettivo della seconda maggiore economia del mondo è un percorso di crescita più equo e più "verde" nei prossimi cinque anni. Secondo il piano, la Cina punta a ridurre il consumo di energia per unità di PIL del 16% nei prossimi cinque anni e prima del 2015. Il paese sta cercando anche di ridurre le emissioni di anidride carbonica del 17% durante lo stesso periodo. "Lo sviluppo della Cina è inseparabile dal mondo, e lo sviluppo del mondo non può essere realizzato senza la Cina", ha detto Wen. "più la Cina si sviluppa, più essa deve cooperare con il mondo", ha aggiunto. Mentre l'economia mondiale sta avendo segnali di ripresa, il Premier ha invitato la comunità internazionale a rafforzare il coordinamento in uno spirito di unità e solidarietà e ha invitato i paesi a mettersi insieme per promuovere una crescita vigorosa, sostenibile ed equilibrata dell'economia mondiale. Wen si è detto ottimista sulle prospettive per l'economia mondiale. Fonte: Xinhua |
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