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Cina, economia al ribasso

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Posted by paolo.codega on Dec 22, 2008 - 11:36 AM

Cina, economia al ribasso

In Cina, a causa del calo della domanda internazionale, nell'ultimo mese le esportazioni e gli investimento diretti all'estero (IDE) sono entrambi diminuiti.



In Cina, a causa del calo della domanda internazionale, nell'ultimo mese le esportazioni e gli investimento diretti all'estero (IDE) sono entrambi diminuiti.

Per la prima volta in sette anni, infatti, la Cina ha registrato una contrazione delle sue enormi esportazioni: un chiaro segno della debolezza economica e della necessità di intraprendere nuove misure di salvaguardia.

A novembre l'export cinese si è ridotto del 2,2% rispetto allo stesso mese del 2007, raggiungendo la quota di 114,99 miliardi di dollari, ha riferito l'Agenzia delle dogane cinesi. Ancora più forte è stato il calo delle importazioni, con una caduta dell'11,9%, di pari passo con un avanzo commerciale da record, pari a 40,09 miliardi di dollari.

Lo stesso rallentamento è stato registrato sugli indici del prezzo all'ingrosso, che in novembre ha riportato un tasso di aumento su base annua al 2%, contro il 6% registrato in ottobre. Il dato è riportato dall'istituto nazionale di statistica. Le attese degli analisti erano invece attorno al 4,4%.

Anche i prezzi alla produzione sono aumentati solo del 2% annuo in novembre, in deciso rallentamento rispetto al 6,6% del mese precedente.

Questi segni hanno portato Dominique Strauss-Kahn, direttore del Fondo monetario internazionale, ad intravedere un 2009 nero. La vera incognita per l'Fmi è la Cina. Mentre l'economia statunitense e quella europea sono a crescita rallentata da mesi, solo da poco è iniziata la retromarcia del gigante asiatico. Strauss-Kahn teme un dimezzamento della crescita cinese. Si produce meno e la crescita del Pil cinese, secondo il direttore del Fmi, potrebbe fermarsi a +5%.

Non sembrano però dello stesso parere gli esperti del Ministero per il Commercio Cinese. Nonostante l'impatto della crisi finanziaria e della recessione globale, prevedono di raggiungere nel 2009 un tasso di crescita delle esportazioni intorno al 15% e stimano che la crescita del Pil cinese, in disaccordo con le previsioni del Fmi, sarà dell'8%, se non addirittura del 9,3% secondo le previsioni ancor più rosee dell'Accademia Cinese di Scienze Sociali.

In effetti la Central Economic Work Conference che si è tenuta in questi giorni tra gli esponenti della Repubblica Popolare Cinese, primo fra tutti il Presidente Wen Jiabao, ha fissato alcuni punti per il rilancio dell'economia cinese nel prossimo anno. Oltre ai 586 miliardi di dollari che verranno stanziati in base al piano di sviluppo lanciato il 9 novembre, tra le altre misure che verranno intraprese troviamo: un aumento della regolazione macroeconomica, maggiori sforzi per supportare l'economia agricola, supporto alla crescita industriale, maggiore occupazione, espansione della politica di apertura e mantenimento di uno sviluppo stabile del capitale e dei mercati immobiliari.

Non possiamo che augurarci che le stime cinesi, così rassicuranti, siano più attendibili rispetto a quelle meno rosee del Fmi, coscienti che la crescita del gigante asiatico gioverebbe, senza dubbio, anche alle nostre imprese.



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